Il Palazzo del Seminario vescovile ospiterà anche quest’anno una iniziativa artistica:
Daniela Radighieri
Paesaggi del caos
Musica originale di Pietro Zironi

Talora il rapporto abituale tra percezione, tempo e realtà sembra modificarsi, producendo una temporanea sospensione delle forme e dei punti di riferimento attraverso cui interpretiamo il mondo. In queste zone di passaggio, ciò che appare stabile perde consistenza e lascia spazio a una condizione di incertezza che non coincide necessariamente con una frattura definitiva, ma può aprire nuove possibilità di ridefinizione e cambiamento.
Questa mostra nasce dall’idea del caos come soglia psichica: uno spazio intermedio, in cui l’ordine perde progressivamente consistenza senza che una nuova forma sia ancora emersa, attraversando il confine fra caos reversibile e caos irreversibile. Propone pertanto una riflessione su questi stati liminali attraverso un percorso di immagini che esplora il momento in cui ordine e disordine sembrano temporaneamente confondersi prima di una possibile riorganizzazione. Il progetto, accompagnato dalla musica originale di Pietro Zironi, coinvolge lo spettatore in un’esperienza in cui i confini si fanno porosi, il senso vacilla e la perdita di equilibrio diventa apertura verso forme ancora in trasformazione.
Daniela Radighieri intreccia la professione di analista – è affermata psichiatra, psicologa e psicoterapeuta a Modena – con la ricerca di modalità creative per esprimere visivamente la densità dei mondi interiori. Orientata in particolare verso la fotografia astratta e concettuale, ha arricchito e messo a fuoco la propria visione tramite numerosi workshop con alcuni fra i più accreditati fotografi contemporanei, da Toni Thorimbert a Gabriele Basilico, da Francesco Iodice a Mustafa Sabbagh. Tra i suoi progetti figura Le stanze di Psiche, presentato al festivalfilosofia 2024.
