Da Nostro Tempo del 29/03/2026

Il 20 novembre del 2025 l’81ª Assemblea Generale CEI ha approvato la Mozione che riceve il Documento di sintesi “Lievito di pace e di speranza”, frutto del Cammino sinodale 2021-2025. E ora? A che punto siamo ad esempio con la possibilità di “rimuo

vere gli stereotipi di genere e sviluppare una visione di guida ecclesiale innovativa, capace di dare spazio a dinamiche più comunicative e partecipative, riconoscendo alle donne compiti di effettiva e autonoma responsabilità ecclesiale” (n.71 – Una Chiesa di donne e uomini insieme)?

Sarà Anita Prati, redattrice di Settimana News, a rispondere a questo quesito lunedì 13 aprile alle ore 20.4

5 in Biblioteca Diocesana Ferrini&Muratori, Corso Canalchiaro 149. Prati approfondirà , approfondendo fatiche e fecondità del ruolo delle donne nella Chiesa, nella convinzione che “la storia delle donne è sempre stata una storia di pazienza, e non è il tempo che ci spaventa. Più che le rivoluzioni rumorose, con grancassa e bombarde, amiamo le rivoluzioni silenziose, quelle che iniziano in sordina, con minuscole, invisibili crepe nel soffitto, e piano piano, a piccoli passi, ti conducono in una storia tutta nuova fatta di libertà”.

L’incontro sarà anche l’occasione per la presentazione del Progetto “Sorelle Diocesi”, a cura di Lucia Prezioso, referente del progetto per la Diocesi di Modena-Nonantola.

 

Da Nostro Tempo del 12/04/2026

Donne e Sinodo: una riflessione e la presentazione del Progetto Sorelle Diocesi

Lo scorso 10 marzo scorso è stato pubblicato il Rapporto finale del Gruppo di Studio n.5 sulla partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa del Sinodo sulla Sinodalità. Alla Chiesa universale il rapporto lascia alcune sollecitazioni importanti a partire da

questa: “Una riflessione sul ruolo delle donne nella Chiesa è necessaria e urgente per un pieno riconoscimento della sua identità” e ancora ‘Il con

tributo delle donne non è un elemento accessorio, ma costituisce un servizio necessario alla comunità dei fedeli che scaturisce dal sacramento Battesimo e si esprime in modo particolare nella varietà dei carismi. La piena valorizzazione di tale contributo renderà la Chiesa più bella, più credibile e più fedele alla sua vocazione di sacramento universale di salvezza’. Queste parole sono sinergiche e rafforzano quanto già indicato ad ottobre 2025 nelle tre proposte avanzate dall’Assemblea sinodale nel documento finale del Sinodo della Chiesa italiana e cioè: 1.le Chiese locali, riconoscendo il genio femminile così come diceva San Giovanni Paolo II, promuovano una effettiva parità di genere nelle possibilità di accesso alla guida di Uffici diocesani e in ruoli di responsabilità pastorale in Diocesi, parrocchie e associazioni, nei Tribunali ecclesiastici, nelle Facoltà teologiche e istituzioni affini e nei ministeri istituiti, riconoscendo così l’apporto corresponsabile di parola, servizio, competenza delle donne. Favoriscano poi l’apporto di professioniste ed esperte nei percorsi di discernimento e formazione dei candidati al ministero ordinato e nelle istituzioni deputate alla formazione del clero e dei laici; 2.che la CEI, promovendo una rete di diverse realtà nazionali, sostenga la creazione di un Tavolo di studio permanente sulla presenza e l’apporto delle donne nella Chiesa, al fine di formulare proposte operative per incentivarne la corresponsabilità ecclesiale; 3. che la CEI sostenga e promuova progetti di ricerca di Facoltà teologiche e associazioni teologiche per offrire un contributo all’approfondimento delle questioni relative al diaconato delle donne avviato dalla Santa Sede.

Partirà proprio da questo contesto la riflessione di Anita Prati, redattrice di Settimana News, nell’iniziativa ‘Il Cammino sinodale…e poi? Uno sguardo sul ruolo delle donne nella Chiesa’ che si svolgerà lunedì 13 aprile alle ore 20,45 presso la Biblioteca Diocesana Ferrini&Muratori. La serata sarà anche l’occasione per la presentazione del progetto ‘Sorelle Diocesi”. La Diocesi di Modena-Nonantola nel gennaio 2026 ha aderito al progetto nato dall’esperienza della Chiesa di Napoli e oggi condiviso da undici realtà ecclesiali italiane. Si tratta di una “sorellanza ecclesiale”, mediante la quale si intende creare una rete di condivisione per aprirsi allo scambio di buone pratiche sul territorio e alla messa in comune di idealità e prospettive maturate nelle diverse diocesi. Gli obiettivi che si intende perseguire sono: far conoscere e condividere il patrimonio di contributi religiosi, culturali e sociali delle donne all’interno delle singole Diocesi; favorire l’approfondimento del testo sacro secondo una prospettiva offerta dagli studi sulle donne e dall’esegesi femminista; promuovere la ricerca e lo studio attraverso adeguati corsi di formazione di teologia delle donne; potenziare ministeri e servizi pastorali affidati anche ufficialmente alle donne sul territorio; incrementare il dialogo interreligioso con le donne di altri Paesi e culture; attivare pratiche e moltiplicare percorsi formativi per combattere l’emarginazione delle donne, la loro discriminazione, le violenze che subiscono, il non riconoscimento dei loro diritti, attraverso un dialogo aperto anche con le altre donne non praticanti, ma impegnate a difesa della dignità femminile; coltivare e verificare a ogni livello della formazione una seria attitudine nei ministri ordinati a rapporti trasparenti, paritari e cooperativi con le donne in ambito ecclesiale e civile. L’adesione della Chiesa modenese conferma la volontà della diocesi di aprirsi allo scambio di ‘buone pratiche’ e di contribuire attivamente alla costruzione di una visione ecclesiale inclusiva e sinodale.

VIDEO DELL’INCONTRO